
Preghiera iniziale
Vieni o Santo Spirito, tu che hai suscitato Don Bosco
per contribuire alla salvezza della gioventù,
illumina con la luce della verità il cammino di questi 140 anni.
Donaci di confessare, con fede ardente,
Gesù Cristo, Signore e Redentore,
morto e risorto per noi.
Colui che sempre viene.
Egli è il Vangelo della carità di Dio per l’uomo,
della comunione fraterna e dell’amore senza confini.
Egli è il germoglio nuovo, fiorito nei solchi della storia:
da lui solo può maturare il vero rinnovamento
della Chiesa, della società, della nostra Associazione.
Vieni, o Santo Spirito, e rinnova la faccia della terra.
Il testo definitivo, l’approvazione papale, la pubblicazione del Regolamento
- Nell’aprile 1876, Don Bosco scendeva a Roma per l’undicesima volta, per domandare a Pio IX favori spirituali per i suoi Cooperatori e presentargli il progetto definitivo intitolato “Cooperatori Salesiani, ossia un mezzo pratico per giovare al buon costume e alla civile società“. All’udienza del 15 aprile, il Papa si sorprese di non trovare nel testo nessun riferimento alle Cooperatrici (infatti Don Bosco progettava per loro un’associazione a parte, aggregata all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice fondato nel 1872): “Le donne, gli dice lui, hanno avuto sempre una parte preponderante nelle buone opere, nella stessa Chiesa, nella conversione dei popoli. Esse sono efficaci e intraprendenti anche per inclinazione naturale, più che gli uomini. Escludendole, voi vi privereste del più prezioso aiuto” (MB XI 73-74). Don Bosco accolse con sollecitudine questo suggerimento del Papa e arricchì il suo testo in questo senso.
- Nel frattempo, egli ottenne il 9 maggio 1876 il famoso Breve Cum sicuti, nel quale Pio IX manifestava la sua estrema benevolenza concedendo alla “Società o Unione dei Cooperatori Salesiani” le indulgenze concesse al Terzo Ordine secolare francescano (MB XI 545-547), e con questo egli approvava implicitamente l’Associazione stessa nella sua forma giuridica.
- Rientrato a Torino, Don Bosco si occupò della pubblicazione del Regolamento definitivo, inserendovi un’importante prefazione “Al lettore” con la data del 12 luglio 1876, il Breve papale e la lunga lista di indulgenze concesse ai Cooperatori. Era il culmine della controversia con il suo arcivescovo Mons. Gastaldi: questi gli proibì di pubblicare il Regolamento a Torino: fu stampato ad Albenga in Liguria, con il consenso del vescovo del luogo. Lo stesso anno, un’edizione in francese veniva stampata a Torino: era chiaro che Don Bosco pensava già ad un’estensione mondiale dei suoi Cooperatori!
29 Aprile 2013
decreto di approvazione del PVA
La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, esaminato attentamente lo Statuto inviato con la lettera del 3 aprile 2013, con il presente Decreto approva e conferma in modo definitivo il testo redatto in lingua italiana, di cui è conservata copia nell’Archivio.
Il Progetto di Vita Apostolica definisce così il profilo del Salesiano Cooperatore, in forma tale di renderlo idoneo per la sua vocazione e missione. Si tratta del frutto di un processo d’identificazione che va poco a poco dando identità e tono a ciascuno dei membri dell’Associazione. I tratti più caratteristici sono quelli di:
- Una persona ricca di umanità, elemento tipico dell’umanesimo ottimista di San Francesco di Sales, che porta ad avere una visione positiva di sé, della realtà, della Chiesa, del Mondo, perché impara a vedere Dio in tutte le cose e vederle con lo sguardo di Dio.
- Un battezzato, con immenso amore alla Chiesa, che vive con gioia, riconoscenza e responsabilità la sua condizione di figlio di Dio, discepolo di Gesù, inserito nelle realtà temporali con chiara identità e prassi di vita cristiana.
- Un salesiano nel mondo, secondo l’intuizione originale di Don Bosco, che lo voleva un appassionato collaboratore di Dio attraverso le grandi scelte della missione salesiana: la famiglia, i giovani, l’educazione, il sistema preventivo, l’impegno sociale e politico.
Preghiera
Signore Gesù,
fa che questo « libro di vita »
ci accompagni sempre per rispondere alla vocazione apostolica salesiana
e partecipare, così, alla missione della Chiesa
ispirandoci al progetto apostolico di Don Bosco.
9 maggio 2016: 140 anni
- Una preziosa eredità
Don Bosco ha vissuto e ci ha trasmesso uno stile originale di vita e di azione: lo spirito salesiano. Vivendo questa tipica esperienza evangelica che ha la sua sorgente nel cuore di Cristo i Salesiani Cooperatori si alimentano nell’impegno della carità apostolica al servizio dei poveri.
- Rendiamo grazie
L’eredità che abbiamo ricevuto in dono è già permeata della santità di Don Bosco e ha dato e dà ancora “frutti di santità”. Basti ricordare: Mamma Margherita, Dorothea Chopitea, Francisco Benitez, Charles D’Espinay, Giuseppe Toniolo, Edvige Carboni, Lo Pa Hong, Card, Giuseppe Guarino, Alberto Marvelli, Alexandrina Maria da Costa, Mons. Giuseppe Marello, Maria Casella, Attilio Giordani. Sono solo alcuni nomi illustri ai quali bisogna aggiungere una lunga schiera di Salesiani Cooperatori che, nella vita di tutti i giorni, con fedeltà percorrono con gioia la via della santità.
- Con speranza verso il futuro
Guardiamo avanti e seguiamo Gesù animati dallo spirito salesiano per:
- Educare i giovani più poveri;
- Promuovere e difendere il valore della famiglia;
- Mettere in pratica la Dottrina Sociale della Chiesa
- Sostenere l’attività missionaria.
Preghiera
Signore, fa’ che la nostra fede diventi speranza,
una speranza concreta
che dà realtà ai nostri desideri
e ai progetti dei giovani.
La parola del vangelo disegna un Progetto di Vita
e il dono dello Spirito ci abilita a perseguirlo.
Così la nostra speranza
diventi concreta carità verso i più poveri,
scelte grandi e piccole che conducono a gesti di amore,
di fraternità solidale.
- 140 anni: c’è più futuro che passato
- Una profezia
Questa profezia è per tutti, ma in particolare per i giovani. Guardando al futuro il nostro cuore è rivolto ai giovani perché scoprano di essere scelti da Dio per stare con Don Bosco.
«Ascoltate! Voi avete detto che l’opera dei Cooperatori è amata da molti. Ed io aggiungo che questa si dilaterà in tutti i paesi, si diffonderà in tutta la cristianità. La mano di Dio la sostiene! I Cooperatori saranno quelli che aiuteranno a promuovere lo spirito cattolico. Sarà una mia utopia, ma pure io la tengo!» (MB 18,161). Nel 1876, parlando dei suoi Cooperatori don Bosco espresse questo pensiero audace: «Finora pare una cosa da poco; ma io spero che con questo mezzo una buona parte della popolazione diventi salesiana e ci apra la via a moltissime cose».
- Una benedizione
Per riprendere il cammino con fiducia abbiamo bisogno di una benedizione.
Ed ecco quanto don Bosco assicurava ai Cooperatori fedeli alla loro vocazione salesiana: « Il Signore Dio, ricco di grazia e di benedizioni, spanda copiosi i suoi celesti favori sopra tutti coloro che prestano l’opera loro per guadagnare anime a Gesù Salvatore, fare del bene alla pericolante gioventù, preparare buoni cristiani alla Chiesa, onesti cittadini alla civile società, e così tutti possono diventare un giorno fortunati abitatori del Cielo» (RDB Al lettore, finale).
Preghiera finale
Signore Gesù,
aiutaci ad essere Salesiani Cooperatori nella Chiesa
che incarna il tuo stesso stile e quello di Don Bosco:
uno stile capace di EDUCARE i giovani alla vita buona del Vangelo,
uno stile capace di USCIRE verso le periferie esistenziali e della storia,
per ANNUNCIARE a tutti la Buona Notizia.
Aiutaci ad essere Salesiani Cooperatori nella Chiesa
che sa ABITARE ogni luogo, ogni circostanza,
ogni trasformazione culturale, sociale,
capace di vicinanza e partecipazione
alla vita di ogni fratello,
soprattutto del più povero.
Aiutaci ad essere Salesiani Cooperatori nella Chiesa
che attinge dalla parola di Dio, dai sacramenti
e dalla preghiera personale,
per TRASFIGURARE la propria e altrui umanità
attraverso la carità.
Signore Gesù,
solo imitando te – Uomo nuovo – saremo Chiesa
che testimonia il volto misericordioso di Dio.
Amen

