{"id":3048,"date":"2021-10-26T14:03:50","date_gmt":"2021-10-26T14:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/?p=3048"},"modified":"2021-10-26T14:03:50","modified_gmt":"2021-10-26T14:03:50","slug":"incontro-del-santo-padre-con-le-partecipanti-al-24-mo-capitolo-generale-dellistituto-delle-figlie-di-maria-ausiliatrice-22-10-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/incontro-del-santo-padre-con-le-partecipanti-al-24-mo-capitolo-generale-dellistituto-delle-figlie-di-maria-ausiliatrice-22-10-2021\/","title":{"rendered":"Incontro del Santo Padre con le partecipanti al 24.mo Capitolo Generale dell\u2019Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, 22.10.2021"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa mattina, lasciata Casa Santa Marta, il Santo Padre Francesco si \u00e8 recato in auto presso la Curia Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dove ha incontrato le partecipanti al 24.mo Capitolo Generale dell\u2019Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che \u00e8 in corso a Roma dall\u201911 settembre al 24 ottobre 2021 sul tema<strong>\u00a0<\/strong>\u201c<em>Comunit\u00e0 generative di vita nel cuore della contemporaneit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto loro nel corso dell\u2019Incontro:<\/p>\n<p><strong><u>Discorso del Santo Padre<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le auguro, Madre, buon lavoro, insieme con il nuovo Consiglio. E ringraziamo la Superiora e le Consigliere uscenti. Mi auguro che la Madre torner\u00e0 in Africa\u2026 E se non c\u2019\u00e8 posto in Africa, in Patagonia!<\/p>\n<p>In queste giornate di lavoro avete seguito il tema<strong>\u00a0<\/strong>\u201c<em>Comunit\u00e0 generative di vita nel cuore della contemporaneit\u00e0<\/em>\u201d, illuminandolo con le parole di Maria nelle nozze di Cana\u00a0<em>\u00abFate tutto quello che Egli vi dir\u00e0\u00bb<\/em>\u00a0(<em>Gv<\/em>\u00a02,5). \u00c8 il gesto pi\u00f9 bello della Madonna: la Madonna mai prende per s\u00e9, mai, sempre indica Ges\u00f9. Pensate a questo: imitare la Madonna e fare lo stesso [fa il gesto di indicare]. Da una parte,<strong>\u00a0<\/strong>dunque, tenere ben<strong>\u00a0<\/strong>presente il contesto sociale multiculturale, segnato da tensioni e sfide a volte persino drammatiche, come quelle provocate dalla pandemia; nello stesso tempo, ascoltare la parola del Signore, la sua volont\u00e0, proprio dentro questo tempo cos\u00ec fragile e incerto, con le forme di povert\u00e0 che la crisi attuale ha prodotto e moltiplicato. Voi sapete, \u00e8 terribile questo. Le povert\u00e0 sono moltiplicate, anche le povert\u00e0 nascoste. Tante famiglie benestanti, o almeno nella classe media, non hanno il necessario per vivere. La pandemia ha fatto tante stragi.<\/p>\n<p><em>Risvegliare la freschezza originaria della fecondit\u00e0 vocazionale dell\u2019Istituto<\/em>: questo \u00e8 l\u2019obiettivo che vi siete poste. \u00c8 una prospettiva- chiave per rispondere alle esigenze del mondo di oggi, che ha bisogno di scoprire nella vita consacrata \u00abl\u2019annuncio di ci\u00f2 che il Padre, attraverso il Figlio nello Spirito, compie con il suo amore, la sua bont\u00e0, la sua bellezza\u00bb (CIVCSVA,\u00a0<em>Per vino nuovo otri nuovi<\/em>, 6). Questo non significa negare le fragilit\u00e0 e le fatiche presenti nelle comunit\u00e0, ma credere che questa situazione pu\u00f2 aiutarle a trasformare l\u2019oggi in un<em>\u00a0kair\u00f3s<\/em>, un tempo favorevole per andare alle radici carismatiche, per lavorare sull\u2019essenziale, riscoprendo, voi per prime, la bellezza della vita consacrata. Questa sfida vi invita a rinnovare il vostro \u201cs\u00ec\u201d a Dio in questo tempo, come donne e comunit\u00e0 che si lasciano interpellare dal Signore e dalla realt\u00e0. E cos\u00ec diventare profezia del Vangelo, testimonianza di Cristo e del suo stile di vita.<\/p>\n<p>Il Vaticano II ha indicato alla Chiesa questa via, che \u00e8 la via di Dio: l\u2019incarnazione nella storia, l\u2019immersione nella condizione umana. Ma ci\u00f2 presuppone un saldo radicamento in Cristo, per non essere in bal\u00eca della mondanit\u00e0 nelle sue diverse forme e nei suoi travestimenti. Non dimenticatevi che il peggiore male che pu\u00f2 accadere nella Chiesa \u00e8 la mondanit\u00e0 spirituale. Posso dire quasi che sembra peggio di un peccato, perch\u00e9 la mondanit\u00e0 spirituale \u00e8 quello spirito cos\u00ec sottile che occupa il posto dell\u2019annuncio, che occupa il posto della fede, che occupa il posto dello Spirito Santo. Padre De Lubac, nel libro\u00a0<em>M\u00e9ditation sur l\u2019Eglise<\/em>, nelle ultime pagine parla di questo. Andate a cercarle. Le quattro ultime pagine. Dice questo che \u00e8 fortissimo: la mondanit\u00e0 spirituale \u00e8 il peggior male che pu\u00f2 accadere alla Chiesa, peggio dello scandalo ai tempi dei Papi concubinari. \u00c8 forte. Il diavolo entra nelle case religiose per questa strada. A me aiuta per capire come entra il diavolo fra noi. E non \u00e8 un peccato, non \u00e8 una suora che uccide un\u2019altra \u2013 uno scandalo! \u2013 o che insulta un\u2019altra, no, questo \u00e8 un peccato brutto, si scandalizzano tutti, chiedono perdono&#8230; No. Ges\u00f9 ci insegna come il diavolo entra qui, e dice cos\u00ec: \u201cQuando lo spirito immondo \u00e8 stato cacciato via da una persona, se ne va, gira per deserti, si annoia, allora dice: \u2018Torner\u00f2 alla mia casa per vedere come sta\u2019. Una casa tutta pulita, tutta bella, tutta preparata. E va, trova sette peggiori di lui e entra in quella casa&#8221;. Ma non entra forzando, no, entra educatamente: suona il campanello, dice buongiorno. Sono diavoli educati. Noi non ci accorgiamo che stanno entrando. Cos\u00ec entrano lentamente e noi: \u201cAh, che bello, che bello, vieni, vieni\u2026\u201d. E alla fine, la condizione di quell\u2019uomo \u00e8 peggiore che all\u2019inizio. Cos\u00ec succede con la mondanit\u00e0 spirituale. Persone che hanno lasciato tutto, hanno rinunciato al matrimonio, hanno rinunciato ai figli, alla famiglia\u2026 e finiscono \u2013 scusate la parola \u2013 \u201czitellone\u201d, cio\u00e8 mondane, preoccupate per quelle cose\u2026 E l\u2019orizzonte si chiude, perch\u00e9 dicono: \u201cQuesta neanche mi ha guardato, quella mi ha insultato, quella\u2026\u201d. I conflitti interni che chiudono. Per favore, fuggite dalla mondanit\u00e0 spirituale. E anche dallo\u00a0<em>status<\/em>: \u201cIo sono religioso, io sono religiosa\u2026\u201d. Esaminare questo. \u00c8 il peggio che pu\u00f2 accadere. \u00c8 come un [\u2026] che lentamente ti toglie la forza. E invece di essere donne consacrate a Dio, diventano cos\u00ec \u201csignorine educate\u201d. [\u2026] dove c\u2019\u00e8 il servizio missionario, dove c\u2019\u00e8 il servizio, dove c\u2019\u00e8 la mortificazione, di tollerarsi di tollerarsi l\u2019una l\u2019altra. E San Giovanni Berchmans diceva: \u201cLa mia pi\u00f9 grande penitenza \u00e8 la vita comunitaria\u201d. E ci vuole! Ci vuole tanta penitenza per tollerarsi l\u2019una l\u2019altra. [\u2026] Ma state attente alla mondanit\u00e0 spirituale. Non che per vivere ho bisogno di cambiare il telefonino, che ho bisogno di questo, di quell\u2019altro, di prendere le vacanze sulla spiaggia\u2026 Sto parlando di cose vere. Ma la mondanit\u00e0 \u00e8 quello spirito che ti porta a essere non in pace o con una pace non bella, una pace sofisticata.<\/p>\n<p>Per voi consacrate questo richiede la fedelt\u00e0 creativa al carisma, ed \u00e8 per questo che tornate sempre al carisma. Il carisma \u00e8 una reliquia? No, \u00e8 una realt\u00e0 viva, non una reliquia imbalsamata. \u00c8 vita che crea e va avanti, non un pezzo di museo. Allora la grande responsabilit\u00e0 \u00e8 collaborare con la creativit\u00e0 dello Spirito Santo, per rivisitare il carisma e far s\u00ec che esprima la sua vitalit\u00e0 nell\u2019oggi. Da questo deriva la vera \u201cgiovinezza\u201d, perch\u00e9 lo Spirito\u00a0<em>fa nuove tutte le cose<\/em>. E noi troviamo religiose e religiosi anziani che sembrano pi\u00f9 giovani \u2013 come il buon vino \u2013, che la forza dello Spirito aiuta a trovare nuove espressioni del medesimo dono che \u00e8 il carisma. Un carisma che \u00e8 uguale per tutte, ma diverso per tutte. \u00c8 lo stesso, ma con delle\u00a0<em>nuances<\/em>\u00a0della propria persona; e ci\u00f2 vuol dire che quella persona \u00e8 piena di quel carisma, \u00e8 creativa anche nel carisma. Non va fuori dal carisma, no. \u00c8 lo stesso carisma. \u00c8 la creativit\u00e0 che d\u00e0 la fedelt\u00e0 al carisma. Questa \u00e8 la via della Chiesa che ci hanno mostrato i Santi Papi del Concilio e del dopo-Concilio: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I \u2013 prossimo Beato \u2013 e Giovanni Paolo II, di cui celebriamo oggi la memoria.<\/p>\n<p>Un altro aspetto che vedo nel tema del Capitolo \u00e8 l\u2019esigenza di far crescere comunit\u00e0 intessute di relazioni intergenerazionali, interculturali, relazioni fraterne, relazioni cordiali. Voi potete attingere per questo dal vostro spirito di famiglia, che ha caratterizzato la prima comunit\u00e0, a Mornese, e che vi aiuta a cogliere nella diversit\u00e0 un\u2019occasione per esercitare l\u2019accoglienza e l\u2019ascolto, valorizzando le differenze come ricchezza. In questa prospettiva vi incoraggio anche a portare avanti l\u2019impegno di lavorare in rapporto con altre congregazioni, cercando di vivere relazioni di reciprocit\u00e0 e corresponsabilit\u00e0. Ma questo si pu\u00f2 fare bene se dentro la tua congregazione hai un bel rapporto cos\u00ec, non fuggire nelle altre congregazioni perch\u00e9 non sei capace di tollerare la tua. Questo per voi \u00e8 un modo concreto di vivere la sinodalit\u00e0; e, anche qui, il presupposto \u00e8 la docilit\u00e0 allo Spirito Santo, l\u2019apertura alle sue novit\u00e0 e soprese.<\/p>\n<p>Su questo vorrei soffermarmi: sull\u2019intergenerazionalit\u00e0. Io ricordo una volta una congregazione religiosa \u2013 non voi \u2013 in Argentina, che aveva avuto dei problemi, tanti anni fa, quarant\u2019anni fa pi\u00f9 o meno. La Madre generale era una suora brava ad organizzare, e disse: \u201cNo no: qui ci vuole giovent\u00f9\u201d, perch\u00e9 a quel tempo c\u2019erano tante vocazioni. Le anziane erano tutte in una casa per anziani e le giovani a parte. Ma questo \u00e8 un peccato, un peccato contro la famiglia! Gli anziani devono vivere, nel limite del possibile, nella comunit\u00e0 viva. E un dovere dei giovani \u00e8 custodire gli anziani, imparare da loro, dialogare con i vecchi. Se in una congregazione non c\u2019\u00e8 questo scambio, \u00e8 la via che porta alla morte. [Mostra un\u2019immagine che \u00e8 stata distribuita, raffigurante un monaco giovane che porta sulle spalle un monaco anziano] Questa che ho portato\u2026 Questo monaco giovane che porta un vecchio. Questo \u00e8 il \u201cmestiere\u201d del giovane. Essere capaci di avere le nonne, i nonni a casa. Io ricordo che in quella congregazione, di cui parlavo prima, le anziane morivano di crepacuore. \u201c\u00c8 morta\u2026 Sta male\u2026\u201d. Il crepacuore veniva dalla tristezza di non poter godere le nuove generazioni. Fate un esame di coscienza: come accolgo io gli anziani? \u00c8 vero che i vecchi a volte diventano un po\u2019 capricciosi \u2013 siamo cos\u00ec \u2013 e i difetti nella vecchiaia si vedono meglio; ma \u00e8 anche vero che i vecchi hanno quella saggezza, quella grande saggezza della vita: la saggezza della fedelt\u00e0 di diventare vecchi nella vocazione. E grazie per tutto quello che farete. Mai isolare gli anziani! S\u00ec, ci saranno case per gli anziani che non possono fare una vita normale, sono a letto\u2026 Ma andare l\u00ec continuamente, visitare gli anziani, visitarli\u2026 Sono il tesoro della storia! Mi aiuta tanto quell\u2019esperienza di Santa Teresina di Ges\u00f9 Bambino, quando accompagnava una vecchia suora che appena poteva camminare. Ma era una suora un pochettino nevrotica, a volte succede. E la Teresina faceva di tutto\u2026 E la Teresina mai spegneva il sorriso. La portava e poi la faceva sedere, e poi le tagliava il pane. La povera vecchietta, che era un po\u2019 nevrotica, si lamentava di tutto, ma la guardava con amore. E succede una volta, nel passaggio dal coro al refettorio, si sentiva dall\u2019esterno un chiasso, si sentiva la musica di un ballo, c\u2019era una festa l\u00ec vicino. E Teresina disse: \u201cIo mai cambier\u00f2 questo per quello\u201d. Aveva capito la grandezza della vocazione. Il rispetto agli anziani. Per favore, portare gli anziani!<\/p>\n<p>La stessa apertura allo Spirito vi permette di perseverare nell\u2019impegno di essere comunit\u00e0\u00a0<em>generative<\/em>\u00a0nel servizio ai giovani e ai pi\u00f9 poveri. Comunit\u00e0 missionarie, in uscita, protese ad annunciare il Vangelo alle periferie, con la passione delle prime Figlie di Maria Ausiliatrice. Ma quella passione \u00e8 impressionante, quella dei primi salesiani! Ma era vero, stupiva giovani e ragazze. In un libro che vi ho portato \u2013 ne lascer\u00f2 uno alla Madre generale \u2013, un libro che parla di un sacerdote salesiano lodigiano che \u00e8 stato missionario in Argentina, Don Enrico Pozzoli, nell\u2019introduzione del libro \u2013 \u00e8 interessante \u2013 fa vedere la quantit\u00e0 di salesiani che don Bosco invi\u00f2 in Argentina. Tanti! E quando sono arrivati a Buenos Aires \u2013 questo \u00e8 il bello dei primi salesiani \u2013 non sono andati nei quartieri di classe media, no, sono andati a cercare le frontiere\u2026 Che cosa attira la vocazione? La santit\u00e0, lo zelo. Cercate, vedete questa missionariet\u00e0\u2026 A proposito dei giovani voglio incoraggiarvi, perch\u00e9 non \u00e8 facile accompagnare i ragazzi e le ragazze adolescenti. Lo sanno bene i genitori, e lo sapete pure voi. Anche per questo ho voluto il Sinodo per i giovani e con i giovani, da cui \u00e8 uscita l\u2019Esortazione\u00a0<em>Christus vivit<\/em>. So che la utilizzate; vi incoraggio a continuare a farlo: sono certo che l\u00ec potete trovare diversi spunti in sintonia con il vostro carisma e il vostro servizio educativo.<\/p>\n<p>Care sorelle, so che vi state preparando a celebrare i 150 anni di fondazione dell\u2019Istituto. Anche questa \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di rinnovamento e di rivitalizzazione vocazionale e missionaria. Non dimenticate la grazia delle origini, l\u2019umilt\u00e0 e la piccolezza degli inizi che resero trasparente l\u2019azione di Dio nella vita e nel messaggio di quante, colme di stupore, iniziarono questo cammino. Maria Ausiliatrice vi aiuter\u00e0: siete sue figlie! Le sue parole alle nozze di Cana sono state e sono un faro di luce per il vostro discernimento: \u00abFate quello che Lui vi dir\u00e0\u00bb. Maria \u00e8 la donna attenta, pienamente incarnata nel presente e sollecita, una donna premurosa. Cos\u00ec voi, possiate essere in ascolto attento della realt\u00e0, cogliere le situazioni di bisogno, quando manca il \u201cvino\u201d cio\u00e8 la gioia dell\u2019amore, e portare Cristo, non a parole ma nel servizio, nella vicinanza, con compassione e tenerezza. Mi fermo su questo. Per me una cosa bruttissima \u00e8 una religiosa arrabbiata, una religiosa che sembra fare colazione non con il latte ma con l\u2019aceto. Siate madri. Tenerezza. Lo stile di Dio \u00e8 sempre la vicinanza. Lo disse all\u2019inizio, nel Deuteronomio: \u201cPensate: quale popolo ha i suoi d\u00e8i cos\u00ec vicini come voi avete me?\u201d. Vicinanza. E la vicinanza di Dio \u00e8 sempre compassionevole e tenera. La vicinanza \u00e8 compassione e tenerezza. Tutti i giorni, nell\u2019esame di coscienza, domandarselo: \u201cOggi, sono stato vicino? Sono stata compassionevole? Sono stata tenera?\u201d. Andate avanti con questo. La parola tenerezza usatela tanto. \u00c8 importante per il modo di essere. Portate la speranza che non delude. Quella vera. Essere come Maria donne di speranza. Voi lo fate a partire dall\u2019identit\u00e0 salesiana, con lo\u00a0<em>stile salesiano<\/em>: specialmente<em>\u00a0l\u2019ascolto, la presenza attiva, l\u2019amore per i giovani<\/em>. La creativit\u00e0 del momento, come diceva don Bosco.<\/p>\n<p>Quel \u00ab<em>c\u2019era la Madre di Ges\u00f9<\/em>\u00bb (<em>Gv<\/em>\u00a02,1) del Vangelo delle nozze di Cana, nelle vostre Costituzioni diventa \u00ab<em>Maria \u00e8 attivamente presente nella nostra vita e nella storia dell\u2019Istituto<\/em>\u00bb (cfr Cost. FMA, 44). Accompagnate da lei, andate avanti con entusiasmo nel cammino che lo Spirito vi suggerisce. Col cuore aperto ad accogliere le spinte della grazia di Dio, con lo sguardo attento a riconoscere i bisogni e le urgenze di un mondo in continuo cambiamento. Guardare il cambiamento, ma con il cuore sempre innamorato del Signore. Cuore di madre, cuore vicino, con compassione e tenerezza.<\/p>\n<p>E grazie di questo incontro! Grazie di ci\u00f2 che siete e di ci\u00f2 che fate. Vi sono vicino con la preghiera e benedico voi e tutte le vostre sorelle nel mondo. E vi chiedo di pregare per me: non \u00e8 facile fare il Papa!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3056\" src=\"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/FB_IMG_1635106044458-300x200.jpg\" alt=\"FB_IMG_1635106044458\" srcset=\"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/FB_IMG_1635106044458-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/FB_IMG_1635106044458-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/FB_IMG_1635106044458-958x639.jpg 958w, https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/FB_IMG_1635106044458-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/FB_IMG_1635106044458-272x182.jpg 272w, 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