{"id":2235,"date":"2018-03-04T19:45:17","date_gmt":"2018-03-04T19:45:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/?p=2235"},"modified":"2018-03-04T19:45:17","modified_gmt":"2018-03-04T19:45:17","slug":"quaresima-vuol-dire-lectio-divina-su-mc-112-15","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/quaresima-vuol-dire-lectio-divina-su-mc-112-15\/","title":{"rendered":"Quaresima vuol dire&#8230;Lectio divina su Mc 1,12-15"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosciamo l&#8217;episodio delle tentazioni di Ges\u00f9 solo per la tradizione sinottica (Mt 4,1-11; Mc 1,12- 13; Lc 4,1-13) nella quale viene redatto immediatamente dopo la scena del battesimo (Mt 3,13-17; Mc 1,9-11; Lc 3,21-22). Prima di iniziare il ministero pubblico che avr\u00e0 il regno di Dio come predicazione prioritaria (Mc 1,15; Mt 4,17) Ges\u00f9 riceve lo Spirito di Dio ed \u00e8 proclamato figlio amato (Mc 1,11; Mt 3,17; Lc 3,22): cio\u00e8, in primo luogo, figlio; dopo, evangelizzatore. In Marco il racconto delle tentazioni di Ges\u00f9 \u00e8 sommario, tanto schietto che lo fa inverosimile: perch\u00e9 lo Spirito avrebbe condotto Ges\u00f9 nel deserto affinch\u00e9 si lasciasse tentare da Satana? Oltre ad avere un&#8217;evidente intenzione moralizzante, questa presentazione elabora un dato che &#8211; non solo per essere storicamente verosimile &#8211; deve prendersi sul serio: la prova sofferta da Ges\u00f9 concerne la comprensione della sua missione personale, la precede. Se l&#8217;evangelizzatore deve sentirsi figlio (Matteo elaborer\u00e0 di pi\u00f9 questo dato) il figlio deve essere prima sottomesso alla prova. Contro le aspettative popolari e, chiss\u00e0 anche, del proprio gusto, Ges\u00f9 dovr\u00e0 optare personalmente per Dio prima di compiere la sua missione, annunciando il regno di Dio e la conversione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quel tempo <\/strong><strong>lo Spirito sospinse Ges\u00f9 nel deserto. <\/strong><strong>Rimase quaranta giorni, lasciandosi tentare da Satana; viveva tra bestie e gli angeli lo servivano. <\/strong><strong>Quando arrestarono Giovanni, Ges\u00f9 and\u00f2 nella Galilea a proclamare il Vangelo di Dio; diceva:<\/strong><strong>\u201cIl tempo \u00e8 compiuto e il Regno di Dio \u00e8 vicino; convertitevi e credete nel Vangelo\u201d.<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong> LEGGERE: Capire quello che dice il testo fissandosi in come lo dice<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il racconto di Marco \u00e8 breve, quasi telegrafico. Nonostante, narra due fatti fondamentali del ministero di Ges\u00f9: il suo passaggio per il deserto ed il suo primo, e programmatico, annuncio del vangelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il battesimo, Ges\u00f9, appena proclamato figlio di Dio, \u00e8 condotto nel deserto dallo Spirito che lo possiede: Dio lo conduce &#8211; lo spinge &#8211; fino al posto della prova, senza abbandonarlo a lei. Il figlio di Dio &#8216;ripete&#8217; l&#8217;esperienza del popolo di Dio; il deserto appartiene alla pedagogia divina. La solitudine di Ges\u00f9, vivere tra le bestie \u00e8 sinonimico di assoluta incomunicabilit\u00e0, ma non \u00e8 assenza di Dio, perch\u00e9 i suoi messaggeri lo servono. Dal deserto si uscir\u00e0 avendo ritrovato s\u00e9 stesso, fedele a suo Padre, ed avendo trovato la sua missione personale, con Dio riaffermato nel suo cuore ed il regno di Dio proclamato con la sua bocca. Tacendo i motivi delle tentazioni di Ges\u00f9, Marco si concentra sul fatto stesso: per quaranta giorni Ges\u00f9 stette all&#8217;arbitrato di Satana, solo davanti a lui ed affrontandolo da solo. Che di l\u00ec uscisse per predicare Dio e la sua vicinanza nel mondo, \u00e8 la migliore affermazione della sua vittoria personale sul Tentatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta superata la prova, \u00e8 aperto a Ges\u00f9 il mondo come meta della sua predicazione. L&#8217;arresto del Battista lo convince dell\u2019imminente presenza di Dio: non c&#8217;\u00e8 tempo da perdere. Il per-venire di Dio, stando tanto vicino, impone la conversione all&#8217;uomo che lo aspetta: credere non rimane, pertanto, all&#8217;arbitrato dell&#8217;uomo. Conversione e fede sono imperativi per chi sa che Dio \u00e8 vicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di evangelizzare, Ges\u00f9, da solo, prov\u00f2 la tentazione. Si trasform\u00f2 solo cos\u00ec in un evangelizzatore provato che pot\u00e9 esigere conversione. Per avere conosciuto la tentazione, prov\u00f2 la fedelt\u00e0 di Dio. Per essersi mostrato fedele, potr\u00e0 annunciare la vicinanza del Dio fedele, ai suoi. Non pu\u00f2 evitare la conversione chi sa che il suo Dio si sta avvicinando.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong> MEDITARE: applicare quello che dice il testo alla vita<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Quaresima, gi\u00e0 iniziata, \u00e8 un tempo per riflettere sulla nostra vita di fede, per riaffermarci nella speranza, per trovare nuove ragioni per amare; i cristiani, da molto tempo, hanno camminato verso Ges\u00f9 Resuscitato, dandosi un tempo per praticare pi\u00f9 assiduamente la preghiera e le buone opere: un impegno pi\u00f9 sincero per sentire meglio la prossimit\u00e0 di Dio in mezzo alla vita di tutti i giorni; il digiuno e l&#8217;astinenza per abituarsi ad essere pi\u00f9 liberi dai propri appetiti, sempre insaziabili e sempre insaziati, e potere aprirsi cos\u00ec pi\u00f9 facilmente alla necessit\u00e0 degli altri: e specialmente, all&#8217;ascolto di Dio per scoprire le sue esigenze e l\u2019amore che ha ancora per ognuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O non sappiamo che Dio si \u00e8 impegnato un giorno con noi, si \u00e8 fatto un&#8217;idea di come dovremmo essere, ha un piano su di noi che potremmo scoprire, se gli prestiamo maggiore attenzione?; un piano che realizzeremmo, se gli concedessimo tempo e volont\u00e0? Varrebbe la pena pensare a ci\u00f2. Questo \u00e8 uno dei compiti che ci \u00e8 presentato nel tempo di Quaresima. Abituati come siamo a guardare le cose e stimare le persone secondo le nostre necessit\u00e0, abbiamo a disposizione un tempo nel quale possiamo imparare a contemplare il mondo con gli occhi di Dio: guardarci come Lui ci vede potrebbe portarci a scoprirci con pi\u00f9 cose di quante ne sentiamo la mancanza, stimati meglio di quello che sperimentiamo giornalmente, pi\u00f9 cari di quanto abbiamo meritato. \u00c8 quello che fece Ges\u00f9 nel deserto, in solitudine, per quaranta giorni: guardarsi ed amarsi come Dio lo vedeva e lo volle, come suo figlio prediletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vangelo di oggi ci aiuta in questo sforzo di convertirci a Dio e in quell&#8217;ideale che pens\u00f2 per noi; ci presenta Ges\u00f9 tentato nel deserto e predicando il Regno per le strade di Galilea. Contemplando questo Ges\u00f9, col cuore, immaginando i suoi sentimenti, quando era solo nel deserto, ed imitando la sua prodezza nell\u2019affrontare la gente sconosciuta per dirgli che Dio era loro vicino, dovremmo anche noi sentirci vicini a Ges\u00f9 e, come lui, saperci figli del suo Dio. I nostri sforzi per convertire Dio in Signore delle nostre vite non ci faranno, chiss\u00e0, migliorare subito; ma dovrebbero farci pi\u00f9 coscienti di quanto lo siamo gi\u00e0: figli, come Ges\u00f9, di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi di noi pu\u00f2 sentirsi lontano da un Dio che, in Ges\u00f9, ha conosciuto il deserto, la solitudine, la prova, la tentazione? Come non vantarci di avere un Dio tanto vicino alle nostre pene ed ai nostri mali, alle nostre paure ed ai nostri dubbi? Il racconto evangelico non vuole chiarire il tipo di tentazione sopportata da Ges\u00f9; si preoccupa solo delle sue circostanze: succedette nel deserto, quando era solo; dur\u00f2 quaranta giorni, un lungo periodo, il tempo preciso per provare la sua fedelt\u00e0 a Dio. Non sorprende che sia stato personalmente lo Spirito che condusse Ges\u00f9 al posto della sua tentazione? Non dovrebbe: la prova non \u00e8 una trappola per i cattivi; \u00e8, piuttosto, un&#8217;opportunit\u00e0 per i figli. Ci deve incoraggiare oggi vedere Ges\u00f9, il figlio di Dio, che affronta da solo la prova, in un deserto, per quaranta giorni. Di un Dio cos\u00ec che riconosce suo figlio nell&#8217;uomo tentato, come potremo disperare? E se la prova \u00e8 l&#8217;occasione per confermare la nostra filiazione con Dio, la nostra appartenenza alla sua famiglia, perch\u00e9 temere tanto quelle occasioni che Dio ci offre, di confermarci come suoi figli? L&#8217;unica tentazione che deve essere temuta \u00e8 quella che ancora non \u00e8 stata vinta, quella che non ci ha confermato ancora per quello che gi\u00e0 siamo, figli prediletti di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi rimane fedele chi come Ges\u00f9 non preferisce i suoi punti di vista, le sue strade, la sua autoaffermazione, uscir\u00e0 dalla prova in pace con le fiere, serviti dagli angeli, riconoscente come figlio di Dio. Chi vince la prova e vincere non significa fare qualcosa di straordinario, semplicemente \u00e8 conservare fedelt\u00e0 a Dio, convince Dio affinch\u00e9 lo accetti come suo figlio. Per ben poco, normalmente, perdiamo il padre che abbiamo in Dio. Arriviamo perfino a convincerci che, non potendo resistere per pi\u00f9 tempo, dobbiamo cedere: niente di straordinario se, dopo la tentazione, non riusciamo a sentire l&#8217;amore di Dio, se non possiamo riconoscerlo come nostro Padre. Figlio non \u00e8 chi vuole esserlo bens\u00ec chi \u00e8 voluto dal suo genitore; e Dio si dichiara di pi\u00f9 Padre a chi esce trionfatore delle sue prove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo della tentazione \u00e8 sempre molto, molto pi\u00f9 lungo di ci\u00f2 che desideriamo, tanto quanto da non sembrare sopportabile. Ma mai eterno. Non lo fu per Ges\u00f9, n\u00e9 lo sar\u00e0 per noi: ogni prova ha un limite; poi vengono sempre la gioia e la pace. Chi ha vinto, conosce la prossimit\u00e0 di Dio e si avvicina dove sono gli uomini per proclamare la sua esperienza. Chi ritorna a Dio, chi a Lui si converte, si converte in testimone di Dio: il tentato convertito in figlio deve predicare la conversione agli altri. Come Ges\u00f9, il cristiano che ritorna a Dio, non lo fa per rimanere con Lui, bench\u00e9 fosse la cosa pi\u00f9 sicura: va al mondo. La predicazione assicura, ratificandola, la nostra conversione: fino a quando non ci trasformiamo in discepoli di Ges\u00f9 senza complesso di inferiorit\u00e0, orgogliosi del nostro Dio, sicuri della nostra conversione e della nostra pace interna, fino a che non lo diciamo al mondo, non avremo superato ancora la tentazione, vivremo ancora nel deserto, tra le bestie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornare a Dio significa oggi andare al mondo con un nuovo messaggio. Chi recupera Dio ha il mondo da recuperare; i figli di Dio portano il vangelo del regno nel loro cuore e nelle loro labbra. Lo fece Ges\u00f9 ed \u00e8 nostra responsabilit\u00e0 trovare il modo di realizzarlo oggi: finch\u00e9 non lo facciamo, non avremo superato la prova dei figli di Dio, staremo ancora nel deserto, sentendoci soli, tra le fiere, senza angeli che ci servono. E quello pu\u00f2 essere, in immagine, la nostra situazione spirituale: perch\u00e9 non ci dedichiamo a predicare agli altri quello che sappiamo di Dio, perch\u00e9 non abbiamo il coraggio sufficiente per presentarci davanti agli altri come suoi figli, continuiamo a penare da soli temendo per la nostra fedelt\u00e0. Per non osare uscire dal deserto e dal silenzio, continuiamo ad essere tentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quaresima, appena iniziata, pu\u00f2 essere un&#8217;opportunit\u00e0 nuova per ritornare a Dio Padre mediante un&#8217;opzione per Lui che posponga tutte le cose, persone, programmi e progetti cari. Vince la prova solo chi preferisce Dio, anche a costo di &#8216;perdere s\u00e9 stesso\u2019. Si conferma vittorioso chi vince la propria svogliatezza e la vergogna e proclama la paternit\u00e0 di Dio. Tale \u00e8 il comportamento del credente provato, dei figli riconoscenti a Dio: dipende da noi trovare la strada, attraverso le prove della vita, verso Dio, e verso il mondo degli uomini, provato oggi come mai. Annunciandolo, con la nostra vita e la nostra conversione, chiederemo al mondo la sua. Questo \u00e8 il cammino dei figli di Dio. Non \u00e8 questo un buon programma per questa quaresima? Lo \u00e8, certamente: ci farebbe, come Ges\u00f9, figli di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Juan Jos\u00e9 Bartolom\u00e9, sdb<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosciamo l&#8217;episodio delle tentazioni di Ges\u00f9 solo per la tradizione sinottica (Mt 4,1-11; Mc 1,12- 13; Lc 4,1-13) nella quale viene redatto immediatamente dopo la scena del battesimo (Mt 3,13-17; Mc 1,9-11; Lc 3,21-22). 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