{"id":1435,"date":"2016-05-04T07:55:10","date_gmt":"2016-05-04T07:55:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/?p=1435"},"modified":"2016-05-07T10:39:26","modified_gmt":"2016-05-07T10:39:26","slug":"agnese-brisu-salesiana-cooperatrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/agnese-brisu-salesiana-cooperatrice\/","title":{"rendered":"AGNESE BRISU, Salesiana Cooperatrice"},"content":{"rendered":"<p><strong>Piccola, grande donna\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Di mattina presto si vedeva\u00a0 una piccola donna con una borsa a tracolla che attraversava velocemente le vie di Cagliari. Se qualcuno la fermava e le chiedeva dove andava cos\u00ec di fretta, lei rispondeva con un sorriso: \u00ab Vado a cercare il pane per i miei bambini \u00bb.\u00a0 I suoi bambini? Si, i suoi bambini erano i bambini di un paese lontano:\u00a0 il Madagascar. Lei, sola, che non aveva mai conosciuto una famiglia, si era inventata una grande famiglia. Da quando aveva conosciuto i missionari salesiani che le avevano indicato il Madagascar come paese povero e bisognoso della sua generosit\u00e0, non pensava ad altro che a procurare il pane per i \u201csuoi bambini\u201d. Solo l\u2019amore pu\u00f2 fare simili miracoli. Un amore che la spingeva a bussare alle case dei Cagliaritani, a suonare campanelli a tutte le ore del giorno. Si presentava umilmente\u00a0 ma con grande coraggio dappertutto: per la strada, in chiesa, nei bus, nei ristoranti: a tutti chiedeva: \u00ab il pane per i miei bambini \u00bb. Era difficile resistere all\u2019invocazione di quella piccola donna che aveva negli occhi la luce e la passione di una vera madre. Le offerte che lei raccoglieva andavano puntualmente ai bambini della missione di Betafo, in Madagascar. Nel centro di questa grande isola i salesiani della Sardegna avevano iniziato una presenza molto bella in favore dei pi\u00f9 poveri, soprattutto dei bambini. La scuola cresceva e, grazie alle offerte di Agnese, potevano offrire pane, vestiti, medicine. Tutto ci\u00f2 che richiede una sana educazione. I missionari erano in contatto con lei e la informavano regolarmente degli sviluppi dell\u2019opera. Ma questo non bastava. E\u2019 andata personalmente per due volte a vedere, abbracciare, accarezzare i suoi bambini. Era la donna pi\u00f9 felice del mondo. Finalmente poteva vedere con i suoi occhi i volti, la gioia e i sorrisi dei suoi bambini. Per tutti, piccoli e grandi, ormai era \u00ab Mamma Agnese \u00bb. Cos\u00ec, anche lei, desiderava essere chiamata.<\/p>\n<p>Piccola, grande donna. Piccola di statura, fragile, sembrava che il vento la portasse via da un momento all\u2019altro. Piccola, di condizione umile e povera. Non si vergognava delle sue origini. Quante volte ricordava che cominci\u00f2 a lavorare all\u2019et\u00e0 di 10 anni come domestica in una famiglia alla quale fu affidata. In sardo si dice \u00ab serbidora \u00bb, serva. Un tempo si usava cos\u00ec. Per sottrarle alla fame, i poveri davano le bambine alle famiglie ricche, relegandole al ruolo di servette a vita. Poco solo pi\u00f9 che schiave. Agnese \u00e8 stata una di loro. A servizio dall\u2019et\u00e0 di 10 anni, vittima spesso di incredibili angherie. Come quella volta che la legarono e la gettarono nel pozzo per recuperare un secchio. Agnese era una donnina piccola e magrissima. Di quegli anni le era rimasto il tipico modo di rispondere delle servette: \u00abComandi!\u00bb. Gli altri comandavano e lei lavorava, lavorava, lavorava, lavorava. Ha lavorato tanto, fino alla fine. Alle soglie dei 90 anni andava ancora nelle famiglie a stirare e a fare pulizia. Non lo faceva pi\u00f9 per amore del lavoro, ma per respirare aria di casa, di famiglia, quella che le era sempre mancata.<\/p>\n<p>Piccola, ma grande donna, che ha dato a migliaia di bambini malgasci la gioia dell\u2019infanzia che le era stata negata. L\u2019amore incontenibile le aveva dato la fantasia di crearsi una famiglia senza frontiere. Grande donna, perch\u00e9 ha saputo vivere pienamente la vocazione speciale di ogni donna che \u00e8 quella di essere una madre autentica. Grande donna perch\u00e9 ha espresso naturalmente il genio femminile che \u00e8 quello di essere attento ai pi\u00f9 poveri e di chinarsi con tenerezza verso chi soffre. Per questo il comune di Cagliari le ha dato un attestato di riconoscenza come \u201cDonna al traguardo\u201d. Il suo traguardo era uno solo: \u00ab il pane per i miei bambini \u00bb.<\/p>\n<p>Piccola, grande donna che ha saputo dare un volto alla fede. Sapeva istintivamente che una fede senza le opere \u00e8 vana. La sua \u00e8 stata una fede incarnata, viva, una fede che la spingeva a \u201cuscire\u201d tutte le mattine \u00a0a mendicare il pane per i poveri.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile immaginare l\u2019incontro con il Signore Ges\u00f9 che le apre le braccia dicendo: \u00ab Vieni, mamma Agnese, piccola, grande donna, benedetta dal Padre, ricevi in eredit\u00e0 il premio preparato per te, perch\u00e9 ho avuto fame e mi hai dato da mangiare \u00bb. Sorpresa, chieder\u00e0: \u00ab Ma quando, Signore, ti ho visto affamato e ti ho dato da mangiare? \u00bb. Sorridendo, il Signore l\u2019abbraccer\u00e0 dicendo: \u00ab Ogni volta che l\u2019hai fatto al pi\u00f9 piccolo dei bambini del Madagascar, l\u2019hai fatto a me! \u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em style=\"line-height: 1.5;\">Giuseppe Casti<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccola, grande donna\u00a0 Di mattina presto si vedeva\u00a0 una piccola donna con una borsa a tracolla che attraversava velocemente le vie di Cagliari. Se qualcuno la fermava e le chiedeva dove andava cos\u00ec di fretta, lei rispondeva con un sorriso: \u00ab Vado a cercare il pane per i miei bambini \u00bb.\u00a0 I suoi bambini? 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