{"id":1383,"date":"2016-04-19T08:54:49","date_gmt":"2016-04-19T08:54:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/?p=1383"},"modified":"2016-05-07T10:53:51","modified_gmt":"2016-05-07T10:53:51","slug":"la-missione-del-salesiano-cooperatore-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.asscc-mondiale.org\/webSite\/la-missione-del-salesiano-cooperatore-oggi\/","title":{"rendered":"La missione del Salesiano Cooperatore oggi"},"content":{"rendered":"<p>Sul fondamento degli apostoli e con Maria, la Chiesa intera \u00e8 la grande co-operatrice del Padre e del Cristo nell\u2019opera della paziente costruzione del\u00a0 Regno, e non c\u2019\u00e8 vera e completa cooperazione con Dio fuori di lei: \u00a0di questo Don Bosco era pienamente convinto. Nella Chiesa tutti i membri, senza eccezione, sono chiamati a cooperare attivamente all\u2019impresa divina della salvezza. Oggi, quindi, Cristo, a nome del Padre, chiama a s\u00e9 e invia verso gli altri ogni battezzato cosciente della sua fede. Ai cristiani pigri o disoccupati, addormentati, il Padrone della vigna dice: \u00abSvegliatevi! Perch\u00e9 state qui tutto il giorno senza far niente? \u2013 Risposta drammatica attuale: Perch\u00e9 nessuno ci ha presi a giornata! \u2013 Allora, <em>andate anche voi<\/em> <em>nella mia vigna<\/em>!\u00bb (<em>Mt <\/em>9,37). Nella Chiesa non ci devono essere parassiti: ogni battezzato viene personalmente chiamato a cooperare da buon figlio, all\u2019impresa paterna di Dio. Tra i pi\u00f9 eminenti cooperatori di Dio lungo la storia della Chiesa, lo Spirito Santo ha suscitato Don Bosco. Egli si \u00e8 sentito mandato da Dio e da Maria per due cose: 1\u00b0 per dedicare tutta la sua vita alla salvezza e promozione integrale degli adolescenti e dei giovani;\u00a0 2\u00b0 per suscitare numerose forze apostoliche e fondare un\u2019immensa Famiglia Salesiana anch\u2019essa dedicata ai giovani. Noi, Salesiani Cooperatori, raccogliamo questa preziosa eredit\u00e0 e vogliamo essere \u201cCooperatori di Dio\u201d come Don Bosco in questo momento storico.<\/p>\n<p>Da qui nasce l\u2019esigenza e l\u2019impegno, per i prossimi tre anni, di una <strong>maggiore visibilit\u00e0 a livello ecclesiale, sociale e politico dei Salesiani Cooperatori. <\/strong>Cosa comporta per noi SC come preparazione al bicentenario della morte di Don Bosco?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Il rilancio dell\u2019 \u201conesto cittadino\u201d e del \u201cbuon cristiano\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dice il Rettor Maggiore: \u201c<em>In un mondo profondamente cambiato rispetto a quello dell\u2019ottocento, operare la carit\u00e0 secondo criteri angusti, locali, pragmatici, dimenticando le pi\u00f9 ampie dimensioni del bene comune, a raggio nazionale e mondiale, sarebbe una grave lacuna di ordine sociologico ed anche teologico. Concepire la carit\u00e0 solo come elemosina, aiuto d&#8217;emergenza, significa rischiare di muoversi nell&#8217;ambito di un \u201cfalso samaritanesimo<\/em>\u201d (Strenna del RM 2013).<\/p>\n<p>Nel <em>Progetto di Vita Apostolica<\/em>, si dice esplicitamente che i Salesiani Cooperatori \u201c<em>Mirano alla formazione di una matura coscienza critica per partecipare\u00a0 responsabilmente alla vita sociale negli ambiti della cultura, dell\u2019economia e della politica<\/em>\u201d (Reg. 2 \u00a72)<\/p>\n<p>Don Bosco nell\u2019introduzione ai Regolamenti scriveva; \u201c<em>Cooperatori salesiani, ossia un modo pratico per giovare al buon costume e alla civile societ\u00e0\u201d<\/em>. Si tratta di capire\u00a0 il senso di queste parole\u00a0 e tradurle, oggi, in impegno concreto. E\u2019 impegno responsabile di questo Congresso.<\/p>\n<p>La missione del salesiano Cooperatore \u00e8 la costruzione di un mondo veramente \u00abumano\u00bb e l\u2019edificazione della Chiesa locale e universale, specialmente con l\u2019inserimento nell\u2019uno e nell\u2019altra dei giovani. <em>Noi lavoriamo per la promozione integrale di tutti<\/em>, giovani specialmente \u00a0e adulti, aiutandoli a diventare onesti cittadini e buoni cristiani. Quindi l\u2019azione salesiana non \u00e8 soltanto evangelizzazione e culto, e non \u00e8 puro servizio sociale, ma \u00e8 <em>l\u2019una e l\u2019altro<\/em>. E\u2019 opera di <em>liberazione<\/em> dei giovani e dei poveri <em>da ogni forma di oppressione<\/em> e opera di promozione della loro condizione economica, sociale e culturale, in vista della loro presenza costruttiva in questo campo.<\/p>\n<p>Oggi ci \u00e8 chiesto di compiere opera di umanizzazione con <em>l\u2019animazione cristiana<\/em>, inserendo in tali aree umane i <em>valori evangelici<\/em> essenziali di verit\u00e0, giustizia, libert\u00e0, fratellanza, pace, adesione a Dio. E\u2019 <em>educare <\/em>la giovent\u00f9 e il popolo alla <em>fede<\/em>, attraverso la testimonianza di una profonda amicizia cristiana, l\u2019annuncio del Vangelo e la catechesi.<\/p>\n<p><em>Tutto questo<\/em> non va considerato come attivit\u00e0 distinte o parallele, ma piuttosto come diverse dimensioni di un\u2019 unica azione vista nella sua globalit\u00e0. Si tratta, in sintesi, di essere, come Don Bosco, per i giovani e per i poveri un segno vivente di Cristo Liberatore di ogni forma di schiavit\u00f9, Evangelizzatore dei poveri.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><em>Cosa intendiamo per onesto cittadino e buon cristiano?<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019idea che il bene comune sia definito nelle sue forme concrete una volta per tutte, senza discernere il senso che esso assume nella complessit\u00e0 delle situazioni storiche, \u00e8 sbagliata. La costruzione di un giusto ordinamento sociale, mediante il quale a ciascuno venga dato ci\u00f2 che gli spetta, \u00e8 un compito fondamentale che ogni generazione deve nuovamente affrontare. L\u2019impegno dell\u2019\u00abonesto cittadino\u00bb per il bene comune \u00e8 allora piuttosto uno stile di vita, un agire caratterizzato da alcune scelte di fondo, da richiedere a chi sia impegnato o voglia impegnarsi nella realt\u00e0 socio-culturale. Riassumo queste scelte in cinque indicazioni che mi sembrano indispensabili per chi voglia servire il bene comune.<\/p>\n<p><strong><em>In primo luogo<\/em><\/strong><strong>,<\/strong> l\u2019impegno per l\u2019etica pubblica e la morale sociale deve essere indissociabile dall\u2019impegno etico sul piano <strong><em>personale<\/em>:<\/strong> va rifiutata la logica della maschera, che coniughi \u00abvizi privati e pubbliche virt\u00f9\u00bb. Questo comporta il riconoscimento del <strong><em>primato della coscienza<\/em><\/strong> nell\u2019agire sociale e il diritto di ciascun rappresentante del popolo <em>all\u2019obiezione di coscienza<\/em> su questioni eticamente rilevanti, ma vuol dire anche che la credibilit\u00e0 \u00a0andr\u00e0 misurata sulla sobriet\u00e0 del suo stile di vita, sulla generosit\u00e0 e costanza nell\u2019impegno, sulla fedelt\u00e0 effettiva ai valori proclamati.<\/p>\n<p><strong><em>In secondo luogo<\/em><\/strong><em>,<\/em> nel rapporto con i cittadini il salesiano Cooperatore dovr\u00e0 seguire la massima formulata cos\u00ec da Don Lorenzo Milani e dai ragazzi della sua scuola di Barbiana: <strong>\u00ab<em>Appartenere alla massa e possedere la parola<\/em>\u00bb.<\/strong> Questo significa essere vicino alla gente, ascoltarne i problemi, farsi voce delle istanze di giustizia di chi non ha voce e sostenerle. Non siamo al servizio del padrone di turno ma del popolo. Sono i \u201cceti popolari\u201d di cui parla spesso Don Bosco. Nell\u2019impegno in vista del bene comune i poveri, i senza parola, i socialmente deboli siano considerati come riferimenti cui \u00e8 dovuto ascolto e rispetto: lo stato sociale, l\u2019istruzione e la tutela della salute per tutti non sono una conquista opinabile, ma valori irrinunciabili, da tutelare e migliorare liberandoli da sprechi e assistenzialismi che non servono ai poveri.<\/p>\n<p><strong><em>In terzo luogo<\/em><\/strong><em>,<\/em> la dialettica culturale, sociale e politica andr\u00e0 sempre subordinata <strong>alla <em>ricerca delle convergenze possibili<\/em><\/strong> per lavorare insieme al servizio del bene comune: corresponsabilit\u00e0, dialogo e partecipazione vanno anteposti a contrapposizioni preconcette o a logiche ispirate a interessi personali o di gruppo. Il bene comune va sempre preferito al proprio guadagno o a quello della propria parte politica.<\/p>\n<p><strong><em>In quarto luogo<\/em>,<\/strong> nel servizio al bene comune occorre saper accettare <strong><em>la gradualit\u00e0<\/em><\/strong> necessaria al conseguimento delle mete: la logica populista del \u00abtutto e subito\u00bb ha spesso motivato promesse non mantenute, quando non la violenza e l\u2019insuccesso di cause anche giuste. Occorre puntare al fine con perseveranza e rigore, senza cedere a compromessi morali e ritardi ingiustificati e senza mai ricorrere a mezzi iniqui. Ogni scelta fatta in vista del bene comune non va misurata sulla sola efficacia immediata, ma soprattutto sulla sua valenza e il ruolo educativo al servizio di tutti. Cos\u00ec, in particolare, l\u2019impegno per i valori fondamentali della tutela della vita umana in tutte le sue fasi, della promozione della famiglia, della giustizia per tutti, del rifiuto della guerra e della violenza in ogni forma e dell\u2019impegno per la pace.Questo insieme di regole minime per il bene comune rimangono vane se non c\u2019\u00e8 un <strong>sussulto morale <\/strong>che dia a tutti, specialmente ai giovani, ragioni di vita e di speranza! La posta in gioco non \u00e8 il guadagno di alcuni, ma il futuro che costruiremo insieme. \u201cI Salesiani Cooperatori si sentono \u201cintimamente solidali\u201d con la societ\u00e0 in cui vivono e nella quale sono chiamati ad essere luce, sale e lievito. Credono nelle risorse interiori della persona. Condividono i valori della propria cultura e s\u2019impegnano perch\u00e9 essa sia guidata dall\u2019umanesimo cristiano\u201d (PVA 22).<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong><em>Il bisogno di etica per crescere insieme<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Come orientarsi nell\u2019agire sociale e politico nell\u2019epoca di profonde tensioni che stiamo vivendo, caratterizzata dai processi di globalizzazione e di crisi economico finanziaria? Come puntare a scelte libere da condizionamenti di parte, tese al bene comune, in un contesto segnato da litigiosit\u00e0 e di corruzione tanto elevato e dal generalizzarsi di letture strumentali applicate a tutti i comportamenti e le scelte di carattere pubblico? Queste mi sembrano le domande che ogni persona, in particolare il salesiano Cooperatore come\u00a0 discepolo di Ges\u00f9 e figlio di Don Bosco, deve porsi di fronte alle urgenze che ci interpellano tutti e alle attese specialmente dei pi\u00f9 deboli e dei pi\u00f9 minacciati dall\u2019insicurezza economico-politica attuale come i giovani.<\/p>\n<p>A questi interrogativi non pu\u00f2 essere data una risposta strumentale, impastata di rassicurazioni bonarie. Occorre rispondere in modo serio, motivato e responsabile, e per farlo bisogna <strong><em>individuare un criterio alto a cui riferirsi<\/em><\/strong>. Un criterio ispiratore che sia al tempo stesso credibile e applicabile, per potervi ricorrere con convinzione interiore e decisione operativa, pronti a pagare di persona per le scelte compiute.<\/p>\n<p>Questo <strong>criterio<\/strong> potrebbe ricondursi a quello elaborato da <strong>sant\u2019Agostino<\/strong> in un momento storico non meno drammatico e complesso del nostro, quale fu l\u2019epoca del tramonto dell\u2019impero romano: a quanti accusavano i cristiani\u00a0 della responsabilit\u00e0 di quella sconvolgente degradazione, il vescovo d\u2019Ippona non temette d\u2019indicare le vere ragioni della crisi. La profonda causa della crisi della grandezza di Roma \u00e8, per sant\u2019Agostino, di carattere morale: \u00e8 la tendenza diffusa \u2013 avallata dai vertici, ma divenuta mentalit\u00e0 comune \u2013 a <strong>preferire la <em>vanitas<\/em> alla <em>veritas.<\/em><\/strong> I due concetti sono espressione di <strong>logiche opposte<\/strong>: la <strong>vanit\u00e0<\/strong> \u00e8 connessa al primato dell\u2019<strong><em>apparenza<\/em><\/strong>, a quel trionfo della <strong><em>maschera<\/em><\/strong> che copre interessi esclusivamente egoistici e prospettive di corto raggio dietro proclamazioni di intenti altisonanti. La <em>vanitas<\/em> indulge all\u2019assuefazione davanti al male, rende cedevoli al compromesso tranquillizzante, fa apprezzare il perbenismo di facciata, in grado di nascondere il reale gioco d\u2019interessi. <strong>La verit\u00e0<\/strong> \u00e8 invece quella che <strong>misura le scelte sui valori etici permanenti,<\/strong> e quindi sulla <strong>dignit\u00e0 inalienabile della persona umana davanti al suo destino temporale ed eterno. <\/strong>Al mondo \u00ab<em>che si dissolve e sprofonda<\/em>\u00bb egli vede opporsi <strong>l\u2019opera di Dio<\/strong>, che va radunandosi una famiglia, per farne la sua citt\u00e0 eterna e gloriosa \u00abnon per il plauso della vanit\u00e0, ma grazie al giudizio della verit\u00e0\u00bb (<em>De Civitate Dei<\/em>, II, 18,3).<\/p>\n<p>L\u2019intuizione \u00e8 di una <strong>attualit\u00e0 impressionante:<\/strong> di fronte ad una civilt\u00e0 della maschera, che persegue i miti del consumismo esasperato e dell\u2019edonismo rampante, si profila una visione alternativa, costruita sulla verit\u00e0 delle cose e sul primato dei valori a cui a nessuno \u00e8 lecito sottrarsi. Quale \u00e8 questa verit\u00e0? Quali sono questi valori? <strong>Confrontiamo <em>vanitas e veritas<\/em><\/strong> in quattro grandi ambiti di questioni che investono la responsabilit\u00e0 di ogni uomo e donna cui sta a cuore la cosa pubblica, quale che sia il ruolo che copre.<\/p>\n<p><strong><em>In primo luogo, l\u2019ambito della politica e delle istituzioni<\/em>:<\/strong> la disumanizzazione della vita civile davanti a cui tanto spesso ci troviamo \u00e8 frutto anche di un modo di governare che ha separato l\u2019autorit\u00e0 dall\u2019effettiva autorevolezza dei comportamenti e la rappresentanza democratica dalla reale rappresentativit\u00e0 dei bisogni e degli interessi dei cittadini. L\u2019ideale della cos\u00ec detta <em>good governance <\/em>\u00e8 inseparabile da una forte tensione etica rispettosa della partecipazione di tutti ai problemi decisionali e rivolta al loro servizio e non all\u2019utilizzazione strumentale dei singoli e dei gruppi sociali ai fini della produzione del consenso.<\/p>\n<p><strong>Sul piano della <em>cultura e delle risorse spirituali<\/em> <\/strong>la <em>vanita<\/em>s trionfa l\u00ec dove si privilegia la ricerca dell\u2019effimero, sradicando la realizzazione del bene comune dalla memoria collettiva, di cui sono tracce preziose le opere dell\u2019arte\u00a0 e dell\u2019ingegno e le tradizioni spirituali e religiose. Una comunit\u00e0 sradicata dalla sua memoria \u00e8 al tempo stesso privata della sua identit\u00e0 e rischia di essere esposta a strumentalizzazioni perverse: il trionfo della <em>veritas <\/em>consiste qui nel rispetto e nella promozione del patrimonio culturale, artistico, religioso della collettivit\u00e0, come base per il riconoscimento dei reali bisogni e delle priorit\u00e0 a cui tendere. La prioritaria attenzione all\u2019educazione dei giovani, alla scuola e all\u2019universit\u00e0, \u00e8 conseguenza dell\u2019ispirarsi alla verit\u00e0 in questo ambito.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ambito dell\u2019<em>economia<\/em><\/strong> non \u00e8 meno soggetto alla contrapposizione fra vanitas e veritas: se alla prima si ispira un\u2019azione economica orientata al solo profitto e all\u2019interesse privato, alla seconda punta un\u2019economia integrata, attenta non solo alla massimizzazione dell\u2019utile, ma anche della partecipazione di tutti ai beni, al coinvolgimento dei pi\u00f9 deboli, alla promozione dei giovani, delle donne, degli anziani, delle minoranze. Un\u2019economia di comunione, che miri alla messa in comune delle risorse, al rispetto della natura, alla partecipazione collettiva degli utili, al reinvestimento finalizzato a scopi sociali, alla responsabilit\u00e0 verso le generazioni future, pu\u00f2 essere un modello significativo della svolta necessaria in questo campo. Il principio di gratuit\u00e0 anche in economia, di cui parla la <em>Caritas in veritate<\/em> \u00e8 qui un fattore irrinunciabile di sviluppo per tutti. La citt\u00e0 futura non pu\u00f2 esser programmata e gestita secondo logiche esclusivamente utilitaristiche: o sar\u00e0 frutto di un\u2019economia integrata, che unisca all\u2019interesse pubblico e a quello privato con esso compatibile il ruolo di un\u2019economia civile in grado di valorizzare tutti i soggetti in gioco e di promuoverne la crescita collettiva, o rischier\u00e0 di accrescere i processi di frammentazione, che producono la disumanizzazione della citt\u00e0. Qui la centralit\u00e0 della persona umana, come termine di riferimento e di misura in ogni sua espressione, appare il criterio veramente decisivo, dove <em>vanitas e veritas<\/em> vengono a discriminarsi.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 in generale<strong><em> l\u2019etica<\/em><\/strong> il campo di applicazione pi\u00f9 profondo della dialettica proposta da sant\u2019Agostino: <strong>a una morale individualista e utilitaristica,<\/strong> finalizzata esclusivamente all\u2019interesse dei singoli o dei pochi, spesso nascosta dietro maschere di perbenismo o di propaganda, <strong>occorre contrapporre un\u2019etica della verit\u00e0<\/strong>, <strong>aperta ai valori fondati sulla comune umanit\u00e0 e sulla dignit\u00e0 trascendente della persona umana.<\/strong> Quest\u2019etica si caratterizzer\u00e0 per il primato della responsabilit\u00e0 verso gli altri, verso se stessi e verso l\u2019ambiente, per l\u2019urgenza conseguente della solidariet\u00e0 e della partecipazione, che pongono in primo piano i diritti dei pi\u00f9 deboli, singoli, gruppi, popoli o interi Paesi, e per l\u2019apertura ai valori spirituali, che vanno dall\u2019insieme dei beni culturali e artistici, alla libert\u00e0 religiosa e di coscienza, al rispetto e alla promozione delle esperienze di ricerca, di culto e di testimonianza di Dio.<\/p>\n<p><strong><em>Tutto questo alla luce della Dottrina sociale della Chiesa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;orizzonte in cui si sviluppa la dottrina sociale della Chiesa \u00e8 costituito dall&#8217;antropologia cristiana, con la sua visione della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo e del suo essere in relazione con gli altri membri che compongono la societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>La persona umana<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La persona umana costituisce il punto cardine attorno al quale ruota tutta la riflessione dell&#8217;insegnamento sociale. Essa \u00e8 considerata nella sua centralit\u00e0 rispetto alla societ\u00e0, a causa della sua eminente e inalienabile dignit\u00e0. Questa dignit\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 fondata sul fatto di essere creato ad immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1,26-27). Possiamo dire che, a questo punto, il dato della rivelazione biblica incrocia la riflessione della ragione umana, la quale arriva ad affermare il valore e la dignit\u00e0 della persona<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>La persona umana \u00ab\u00e8 sempre un valore in s\u00e9 e per s\u00e9 \u00bb e non pu\u00f2 mai essere strumentalizzata e trattata come una cosa, in nome dello Stato o di una qualsiasi Istituzione, di un partito ecc. Infatti, \u00abla persona nella sua individualit\u00e0 non \u00e8 un numero, non \u00e8 un anello d&#8217;una catena, n\u00e9 un ingranaggio di un sistema \u00bb. La persona umana ha il primato di fronte allo Stato e alla societ\u00e0. Essa \u00e8 \u00ab il diritto umano sussistente \u00bb e quindi anche il fondamento del diritto. Pertanto, non \u00e8 lo Stato che, in maniera paternalistica e benevola elargisce i diritti alla persona, oppure decide di negarli; esso ha piuttosto il compito di difendere, promuovere e favorire lo sviluppo dei diritti naturali di tutte le persone, senza alcuna discriminazione perch\u00e9 qualora questa si verificasse, costituirebbe \u00abun&#8217;ingiustizia del tutto intollerabile per il disonore inferto alla dignit\u00e0 della persona\u00bb.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong><em>Onesto cittadino e buon cristiano, oggi<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Onesto cittadino<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Da quanto \u00e8 stato detto emerge che l\u2019onesto cittadino del Terzo Millennio non \u00e8 quello inteso da Don Bosco, figlio di un tempo in cui non si concepiva una \u201cpolitica attiva\u201d se non ad opera di una minoranza ricca e privilegiata. E neanche \u00e8 solo quello\u00a0 piuttosto passivo che obbedisce alle leggi, non d\u00e0 problemi alla giustizia, pensa unicamente ai \u201cfatti suoi\u201d.<\/p>\n<p>Se la Bibbia parla dei poveri e degli oppressi, lo fa in nome di un certo concetto di Dio, un Dio che ha cura del povero e che prende la difesa dell\u2019oppresso. Opprimere il debole \u00e8 oltraggiare il suo Creatore, dice il libro dei Proverbi, perch\u00e9 il Signore sposa la causa del povero (Pr 14,31). Il mantenimento della giustizia, la cura di coloro che la societ\u00e0 tende a marginalizzare non \u00e8 fondata solo sul desiderio di armonia e di concordia, sull\u2019onest\u00e0 delle relazioni. E\u2019 fondato sulla volont\u00e0 e l\u2019essere stesso di <em>Dio che si presenta come il difensore degli oppressi. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Buon cristiano: immaginare la Chiesa come una comunit\u00e0 di popolo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa del domani avr\u00e0 <em>il volto della <strong>testimonianza<\/strong>.<\/em> Occorrer\u00e0 indicare percorsi e strumenti per \u201c<em>immaginare la Chiesa\u201d<\/em> del Terzo Millennio. \u201c<em>Immaginare<\/em>\u201d significa la capacit\u00e0 di sintesi tra sogno futuro e realizzazione presente, tra uno sguardo lungimirante e la pazienza di trasformare i gesti di Chiesa di oggi in prospettiva missionaria. C\u2019\u00e8 bisogno di credenti adulti, convinti della loro fede, pronti a dar ragione della loro speranza con rispetto e dolcezza, a favore di tutti. Questi sono i Salesiani Cooperatori secondo il cuore di Don Bosco. Testimoni di Cristo nel mondo d\u2019oggi.<\/p>\n<p><strong><em>La testimonianza<\/em><\/strong> come \u201cesercizio\u201d significa che la vita cristiana \u00e8 un agire che sa assumere le forme della vita umana come un alfabeto in cui dirsi e in cui realizzarsi. Sarebbe un\u2019interpretazione fuorviante immaginare che il \u201cmondo\u201d sia solo lo scenario passivo di un\u2019azione di salvezza che il credente opera in favore d\u2019altri<strong><em>. Il<\/em> <\/strong><em>\u201cmondo<\/em>\u201d, quando si riferisce ai modi con cui l\u2019uomo d\u2019oggi desidera, soffre, lotta, sogna, ama e spera, \u00e8 <em>l\u2019alfabeto dell\u2019annuncio del Vangelo.<\/em><\/p>\n<p>Come vedete, cari Salesiani Cooperatori, \u00a0dovunque vi trovate nel mondo intero c\u2019\u00e8 un immenso lavoro\u00a0 da\u00a0 fare: ci vogliono tanti operai! Ma in questa grande opera non siamo soli. Ges\u00f9 \u00e8 con noi: \u00abIo sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo\u00bb (<em>Mt<\/em> 28,20).\u00a0 E il Concilio Vaticano II ci assicura che \u00abcostituito Signore con la sua risurrezione, egli\u2026 tuttora opera nel cuore degli uomini con la virt\u00f9 del suo Spirito\u00bb (<em>GS<\/em> 38); \u00ab\u00e8 il punto focale dei desideri della storia e della civilt\u00e0, il centro del genere umano, la gioia di ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni\u00bb (<em>GS <\/em>45).<\/p>\n<p>Vivificati dallo spirito del Signore risorto e fortificati dall\u2019esempio di Don Bosco, siate, dunque, veri Salesiani Cooperatori nella citt\u00e0 dell\u2019uomo e dei giovani d\u2019oggi. Vi consoli la presenza materna di Maria. Essa \u00e8 stata, a un titolo speciale, la prima Cooperatrice di suo Figlio. Da Nazaret e Betlemme, fino al Calvario e al Cenacolo, \u00abha<em> cooperato<\/em> in modo assolutamente unico all\u2019opera del Salvatore\u00bb (<em>LG<\/em> 61). E adesso, risorta anche lei, \u00ab<em>coopera<\/em> con amore materno alla nascita e all\u2019educazione dei fratelli di suo Figlio\u00bb (<em>LG<\/em> 63), e viene chiamata a ragione \u00ab<strong>Ausiliatrice<\/strong>\u00bb (<em>LG<\/em> 62).\u00a0 Di questo Don Bosco ha avuto la convinzione pi\u00f9 assoluta e l\u2019esperienza diretta, dal sogno dei nove anni fino alla morte.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come Maria \u00e8 stata l\u2019ispiratrice e la sostenitrice di tutte le opere salesiane sia anche l\u2019ispiratrice e la sostenitrice della nostra Associazione per essere fedeli al carisma di Don Bosco e compiere responsabilmente la missione salesiana vivendo con autenticit\u00e0 il Progetto di Vita Apostolica.<\/p>\n<p><em style=\"line-height: 1.5;\">Giuseppe Casti<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul fondamento degli apostoli e con Maria, la Chiesa intera \u00e8 la grande co-operatrice del Padre e del Cristo nell\u2019opera della paziente costruzione del\u00a0 Regno, e non c\u2019\u00e8 vera e completa cooperazione con Dio fuori di lei: \u00a0di questo Don Bosco era pienamente convinto. 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